Amianto compatto in garage o sulla tettoia: cosa può fare il privato e quando interviene la ditta  

La presenza di amianto compatto in garage, tettoie o piccoli manufatti annessi alle abitazioni private è più comune di quanto si pensi. Si verifica soprattutto negli edifici realizzati o ristrutturati prima degli anni Novanta. Lastre ondulate, pannelli di copertura o vecchie tettoie in cemento-amianto sono infatti ancora presenti in molte proprietà private. Queste strutture generano dubbi comprensibili: è pericoloso? Si può intervenire da soli? Quando è obbligatorio rivolgersi a una ditta specializzata? Continua a leggere per trovare la risposta a queste domande. 

Cos’è l’amianto compatto e perché è diverso da quello friabile 

L’amianto non friabile ma compatto è una tipologia di materiale in cui le fibre di amianto sono inglobate in una matrice solida, generalmente cemento. Il caso più diffuso è il cosiddetto “eternit”, utilizzato per decenni in coperture, tettoie, box auto e manufatti agricoli. A differenza dell’amianto friabile, se il materiale è integro e in buono stato di conservazione, le fibre non si disperdono facilmente nell’aria. Ovviamente questo non significa che sia innocuo. Il rischio dipende principalmente dallo stato del manufatto: un amianto compatto integro e non danneggiato presenta un rischio molto più basso rispetto a lastre deteriorate, crepate o soggette a sfaldamento. Proprio questa distinzione è alla base delle diverse possibilità di intervento previste per i privati. 

Amianto in garage o tettoia: quando rappresenta un rischio reale? 

Considerando quanto detto, è chiaro che un garage o una tettoia con copertura in amianto ancora compatto non sono automaticamente pericolosi. Il rischio aumenta quando il materiale è esposto agli agenti atmosferici da molti anni. Aumenta anche quando esso presenta rotture, distacchi o segni evidenti di degrado superficiale. Anche interventi impropri, come forature, tagli o pulizie aggressive, possono liberare fibre nell’aria. 

È importante considerare anche l’uso dello spazio in cui è presente l’amianto compatto. Per intendersi, un garage utilizzato quotidianamente o una tettoia sotto cui si soggiorna spesso richiedono una valutazione più attenta rispetto ad ambienti poco frequentati. In questi casi, una verifica tecnica dello stato di conservazione è sempre consigliabile, anche prima di decidere se intervenire o meno. 

Cosa può fare il privato? Gli interventi consentiti e i limiti 

La normativa italiana consente al privato di intervenire solo in situazioni molto circoscritte, ovvero nei casi in cui è permessa la micro-raccolta dell’amianto. Le modalità di quest’ultima possono variare in base al territorio in cui si vive. In linea generale, il proprietario non può rimuovere autonomamente l’amianto da una struttura grande o medio grande, nemmeno se si tratta di amianto compatto. La rimozione è considerata un’attività pericolosa e deve essere effettuata esclusivamente da ditte iscritte all’Albo Nazionale Gestori Ambientali

Ciò che il privato può fare riguarda soprattutto la gestione passiva del manufatto. In pratica, è possibile mantenere l’amianto in sede, monitorarne lo stato di conservazione. In alcuni casi, si può intervenire con operazioni di incapsulamento o confinamento, ma solo avvalendosi del supporto di imprese qualificate. Anche la semplice pulizia del tetto o del garage, se comporta il contatto diretto con il materiale, non è consentita in autonomia. 

Un altro aspetto spesso sottovalutato è lo smaltimento. Anche i più piccoli frammenti di amianto non possono essere conferiti nei normali rifiuti. Devono seguire un percorso di smaltimento controllato e gestito da operatori autorizzati. 

Quando è obbligatorio l’intervento di una ditta specializzata? 

L’intervento di una ditta specializzata diventa obbligatorio in tutti i casi di rimozione dell’amianto da garage e tettoie. Questo indipendentemente dalla superficie o dalla posizione del manufatto. Anche la sostituzione di una piccola tettoia o la demolizione di un garage con copertura in eternit rientrano tra le attività regolamentate. La ditta incaricata si occuperà di: 

  • valutazione dello stato di conservazione, 
  • redazione del piano di lavoro,  
  • comunicazione agli enti competenti, 
  • incapsulamento, confinamento o rimozione e corretto smaltimento del materiale. 

Il processo eseguito dalle imprese specializzate e autorizzate è pensato per tutelare chi esegue i lavori, i residenti e l’ambiente circostante. In presenza di amianto compatto deteriorato o danneggiato oppure friabile, l’intervento professionale è un obbligo normativo. Si tratta altresì di una reale necessità per ridurre il rischio di esposizione alle fibre. 

Le responsabilità del proprietario e gli aspetti legali 

Il proprietario di un garage o di una tettoia in amianto ha precise responsabilità. Anche se non è obbligato a rimuovere immediatamente l’amianto compatto in buono stato, è comunque tenuto a evitare situazioni di rischio e a intervenire qualora il materiale diventi pericoloso. In caso di vendita dell’immobile o di lavori edilizi, la presenza di amianto deve essere gestita in modo conforme alla normativa vigente. Ignorare il problema o intervenire in modo improprio può comportare sanzioni. Può comportare anche responsabilità civili e penali, soprattutto se l’esposizione alle fibre riguarda terzi. 

Amianto compatto: agire in sicurezza e con consapevolezza 

Concludendo possiamo affermare che la presenza di amianto compatto in garage o tettoia richiede un approccio informato e responsabile. La soluzione migliore non è sempre la rimozione immediata, ma di certo è essenziale una valutazione tecnica. In ogni caso, la sicurezza non è mai un ambito in cui improvvisare. Affidarsi a professionisti qualificati resta la scelta più prudente e sostenibile nel tempo. Richiedere l’intervento di una ditta specializzata permette infatti di tutelare la salute, rispettare la legge e pianificare eventuali lavori senza imprevisti. Per la bonifica amianto a Padova, Ferrara, Pordenone e dintorni, contatta il team di Pavel Costruzioni.