
Gestire e smaltire piccole quantità di amianto richiede attenzione, consapevolezza e un approccio rigoroso alle norme di sicurezza. Anche quando si parla di microraccolta amianto — cioè il servizio che permette ai privati di conferire modesti quantitativi di materiale contenente amianto — è fondamentale conoscere quali sono i DPI obbligatori. Si devono conoscere altresì le corrette procedure e le buone pratiche per evitare il rischio di esposizione alle fibre. Ecco una breve guida che ti aiuterà ad affrontare ogni passaggio in modo sicuro.
Che cos’è la microraccolta dell’amianto
Come abbiamo detto in altri articoli, la microraccolta è un servizio semplificato offerto da molti gestori dei rifiuti. E’ ideato per permettere ai cittadini di smaltire piccole quantità di amianto compatto (lastre in cemento-amianto, piccoli manufatti integri, etc). È una procedura pensata per situazioni non critiche, dove il materiale è in buono stato e può essere movimentato senza generare polveri.
Pur trattandosi di una forma semplificata di conferimento, la microraccolta amianto non va assolutamente confusa con uno smaltimento “fai da te”. Infatti, anche il minimo contatto con l’amianto richiede prudenza e l’impiego di dispositivi adeguati.
La sicurezza è fondamentale
Ricorda sempre che l’amianto è pericoloso quando rilascia le sue fibre nell’aria. Queste fibre, se inalate, possono depositarsi nei polmoni e generare patologie anche dopo molti anni. Per questo motivo, le autorità sanitarie ribadiscono che la prevenzione dell’esposizione è l’unico vero metodo di protezione. Pertanto, la sicurezza non è solo un obbligo normativo: è una responsabilità personale e collettiva.
DPI obbligatori: cosa serve davvero per proteggersi
Quando si maneggiano materiali contenenti amianto in piccole quantità — per prepararli alla microraccolta o per consegnarli agli operatori — è indispensabile utilizzare Dispositivi di Protezione Individuale adeguati, progettati per impedire il contatto con le fibre eventualmente disperse. Eccoli qui di seguito.
Maschera con filtro P2 o P3
Questo è il DPI più importante per la microraccolta amianto. La maschera deve avere un filtro antipolvere ad alta efficienza (classe P2 o, meglio ancora, P3). Questi filtri sono progettati per trattenere particelle molto fini, come le fibre di amianto.
Guanti resistenti
Meglio optare per guanti in lattice spesso, neoprene o nitrile. Essi devono impedire il contatto diretto con il materiale ed evitare abrasioni che possono generare microfratture della superficie del manufatto.
Tuta monouso in materiale protettivo
Anche le tute in polipropilene o Tyvek sono ideali. Devono coprire completamente il corpo, avere cappuccio e polsini elastici per limitare la dispersione delle fibre.
Calzari o copriscarpe
Questi sono utili per non contaminare l’ambiente esterno: alla fine dell’operazione di microraccolta amianto devono essere smaltiti insieme alla tuta.
Occhiali protettivi
Non sono sempre obbligatori, ma sono comunque consigliati. Dovrebbero essere usati in spazi stretti o se c’è il rischio che frammenti o polvere possano venire a contatto con gli occhi.
Preparazione del materiale: come ridurre al minimo il rischio
Nonostante si tratti di materiale compatto, il rischio può aumentare se il manufatto è deteriorato o manipolato in modo scorretto. Quindi, oltre all’uso dei DPI, è consigliabile tenere a mente le buone pratiche fondamentali.
Evitare ogni azione che possa generare polvere
- Non forare
- Non spezzare
- Non tagliare
- Non levigare
Durante le operazioni di microraccolta amianto, il materiale deve essere spostato nel suo stato originario, senza modificarlo. Una leggera nebulizzazione d’acqua aiuta a impedire l’eventuale dispersione di fibre. Ovviamente, non bisogna usare getti ad alta pressione che potrebbero danneggiare il materiale.
Doppio imballaggio
L’imballaggio corretto prevede due strati:
- sacco o telo resistente (in PVC o polietilene spesso),
- secondo sacco o telo di protezione.
Il tutto va sigillato con un nastro adesivo forte.
Etichettatura obbligatoria
L’imballo deve riportare in modo chiaro la dicitura “CONTENENTE AMIANTO – PERICOLO” (o similare). Questo permette agli operatori di gestire il carico in sicurezza.
Microraccolta amianto: come avviene il ritiro
Il cittadino può prenotare il servizio di microraccolta presso il gestore della propria zona. Generalmente il processo prevede:
- Compilazione della richiesta (telefonica o online).
- Indicazioni su quantità e tipo di materiale.
- Consegna dei materiali di imballaggio (in alcuni territori forniti gratuitamente).
- Ritiro programmato da parte di personale autorizzato.
- Conferimento presso impianti idonei e rilascio della documentazione prevista.
È importante ricordare che la microraccolta amianto non consente l’intervento sull’amianto friabile. In quel caso è sempre obbligatorio rivolgersi a ditte specializzate iscritte all’Albo Gestori Ambientali. Se ti trovi nell’area del Nord Est Italia, e devi rimuovere una grande quantità di amianto (che non si può gestire tramite l’opzione della microraccolta) puoi chiedere a noi. Scopri il nostro servizio di bonifica amianto a Padova e dintorni e di rimozione amianto da piccole tettoie, e contattaci per ottenere maggiori informazioni.